ROMA – Dal 22 al 25 gennaio 2026 il palco del Teatro Trastevere ospita Il tuo è un posto dove non posso arrivare, spettacolo di e con Eleonora Gusmano, per la regia di Daniele Aureli. Un lavoro teatrale intenso, che scava nelle pieghe dell’identità e della memoria attraverso un monologo audace e stratificato.
Una storia personale che diventa universale
La protagonista, M, è una donna nata tra gli anni Sessanta e Settanta, ma è anche il simbolo di molte altre vite sospese. Attraverso le parole di una “ragazza dagli occhi azzurri”, lo spettacolo ricostruisce frammenti mancanti, testimonianze, ricordi e silenzi, dando voce a chi l’ha persa e a chi non l’ha mai davvero ascoltata.
Un tempo fermo, un’identità in bilico
La narrazione si muove in un tempo congelato, fatto di rituali familiari immutabili, scelte imposte e affetti incapaci di evolvere. M cresce senza diventare adulta, si allontana dal proprio corpo e dalla propria voce, mentre la malattia resta invisibile agli occhi degli altri. Eppure, nel disegno di questa vita, emergono possibilità di rottura e di rinascita.
Una scena essenziale e fortemente evocativa
In scena, M non è mai davvero sola: voci, dialoghi e presenze riaffiorano nella sua stanza, spazio vuoto e simbolico dominato da una vasca centrale. Luci, suoni e gesti costruiscono un ambiente emotivo denso, in cui il corpo e la vocalità diventano strumenti poetici di racconto e resistenza.
Il tuo è un posto dove non posso arrivare parla di non-luoghi dell’anima, dell’impossibilità di incontro dei sentimenti e della ricerca di relazioni autentiche. Un’esperienza teatrale che invita a guardare ciò che spesso resta nascosto, dentro e fuori di noi.
Fonte: Teatro Trastevere

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