VARESE – Marco Simoncelli torna sulla scena discografica con Prima di Morire, un album che segna una nuova fase del suo percorso artistico e creativo. Un lavoro interamente in italiano, fortemente cantautorale, che unisce jazz, soul, rock e canzone d’autore in una proposta musicale elegante e senza compromessi.
Il disco, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico, può essere letto come un vero e proprio concept album: nove brani attraversati da un pensiero critico lucido, spesso ironico, che prende le distanze da narrazioni e opinioni standardizzate. Simoncelli mette al centro temi complessi e attuali, affrontati con uno stile personale e riconoscibile.
Un album che dichiara le sue intenzioni
Fin dalla copertina, impreziosita dallo scatto di Renzo Chiesa, Prima di Morire dichiara la propria identità. L’apertura è affidata a “Il Circo”, manifesto jazz-prog che invita alla riflessione, seguito da “Ma non mi dire”, dove reggae e jazz dialogano tra voci e tromba.
“Di Amore e di Politica” è un lento jazzato intimo e sospeso, mentre “Il Cantautore Lucio”, attualmente in rotazione radiofonica, rende omaggio al cantautorato italiano e a Toots Thielemans attraverso un assolo virtuoso di armonica.
Tra i brani più incisivi spiccano “Carolina”, che affronta il tema dell’anoressia con un groove funky, “Natale Triste”, gospel di feroce critica politica scritto con Stefano Berto, e “Pollo al BBQ”, riflessione amara sul suicidio.
“Fra’ Martino”, filastrocca ironica e amara, si configura come il vero manifesto del disco, mentre “Come sarebbe bello” chiude l’album con un soul orchestrato e un testo pungente sui falsi rapporti umani.
Musica elegante e testi affilati
In Prima di Morire convivono una musica multiforme – tra pop, jazz, soul, rock, reggae e gospel – e testi densi, profondamente critici e mai banali. I riferimenti ideali si ritrovano nelle sonorità di Lucio Dalla, nei testi di Francesco Guccini e nell’interpretazione di Sergio Caputo.
La produzione, curata da Antonio “Aki” Chindano per Auditoria Records, restituisce un disco raffinato e intenso, capace di entrare nella mente e pulsare nel cuore, confermando Marco Simoncelli come una delle voci più originali e necessarie della musica italiana contemporanea.
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Fonte: A-Z Press

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